Plastico ferroviario analogico o digitale? 2


Fino a qualche anno fa realizzare un plastico in digitale era un miraggio per pochi. Non solo i costi elevati ma anche la relativamente scarsa documentazione e reperibilità del materiale scoraggiava i più.

Mi ricordo che quando realizzai, circa una ventina di anni fa, un grande plastico in scala N non presi quasi in considerazione l’opzione di realizzarlo in digitale. Le locomotive nascevano quasi tutte predisposte per accogliere il decoder digitale, anche nella piccola scala N, ma come dicevo la mancanza di riferimenti di facile consultazione (internet era appena entrato in casa mia e non offriva la documentazione tipica dei nostri giorni) mi fece propendere per una più sicura soluzione analogica. Risultato: un mare di cavi! Quel plastico ha poi subito diversi traslochi ed ogni volta il problema più grosso non è stato il trasloco in sé ma la separazione ed il conseguente ricollegamento dei cavi.

Oggi per fortuna il digitale ha preso piede ed è, a mio avviso, la soluzione più semplice e pratica se si vuole realizzare un plastico ferroviario.

Unica avvertenza è quella di NON utilizzare mai locomotive analogiche su tracciati digitali: la differente frequenza di corrente potrebbe danneggiare irrimediabilmente il motore della locomotiva. Nessun problema invece per loco digitale messe su un circuito analogico: il decoder riconoscerà immediatamente la corrente come di tipo analogico e darà la dovuta corrente al motore.

I principali vantaggi del digitale sono:

  • possibilità di ridurre drasticamente il numero dei cavi
  • migliore realismo nell’avvio, marcia ed arresto dei convogli
  • possibilità di avere luci dei convogli accese anche a convoglio fermo
  • possibilità di far circolare anche numerosi treni contemporaneamente, in direzioni differenti e sullo stesso binario
  • con l’aggiunta di un decoder sonoro è possibile avere una grande varietà di suoni comandabili dalla consolle
  • in caso di locomotive a vapore (ed anche diesel) provviste di dispositivo generatore di fumo, la fuorisucita di quest’ultimo è indipendente dalla velocità del treno, anzi avviene anche a convoglio fermo
  • possibilità, con un comando radio (ed oggi anche con smartphone o tablet – come il sistema Z21) di seguire e comandare il convoglio lungo il tracciato, senza essere vincolati da cavi (ottimo per plastici grandi o di club)
  • anche gli scambi ed i segnali possono essere comandati dalla centralina digitale, riducendo ulteriormente i cavi

Come tutte le “novità” anche quella digitale incute qualche timore in alcuni modellisti, ma di fatto non c’è nulla da temere. E’ un po’ come andare in bicicletta… una volta che si è capito come fare e si è entrati nel sistema la cosa è piuttosto semplice. Ma, come per la bicicletta, a volte è bene farsi guidare da chi già conosce il sistema, cioè ad un amico modellista esperto. Se quindi vuoi avvicinarvi a questa tecnologia chiedi a qualche amico o, se preferisci, chiedi direttamente a noi. I nostri esperti modellisti sono a tua disposizione per ogni consiglio!


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2 commenti su “Plastico ferroviario analogico o digitale?

  • Carmelo Alia

    Salve, sono in procinto di realizzare un plastico ferroviario di m 2 x 3, ovviamente digitale. La difficoltà sta nella mia ignoranza del digitale.
    Chi può aiutarmi ( a pagamento, senza offesa) ?
    Grazie per l’attenzione che vorrete riservare a questo GRIDO DI AIUTO !
    cARMELO ALIA

    • alex L'autore dell'articolo

      Buongiorno Carmelo,

      il digitale è una semplificazione anche se in molti, non avendolo mai affrontato, ne hanno un timore reverenziale. Noi realizziamo plastici sia digitale che analogici ma cerchiamo sempre di spingere verso il digitale.
      La invito a postare qui le Sue domande così che le nostre risposte possano essere di aiuto anche ad altri modellisti.

      A presto!
      Realmodels